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giovedì, 17 gennaio 2008
se mi cercate sono al FFF2008 fino a domenica!
mercoledì, 16 gennaio 2008
"La neve era spaventosa, i fiocchi, grandi come dollari, ondeggiavano lentamente verso terra, e giacevano li, senza sciogliersi. Rimasi davanti allo scalo dei pullman tremando in un maglione leggero, battevo le palpebre davanti alla mia città natale. Dove diavolo era? la neve giocava a nascondino con la scena. Sapevo che c'era un ponte mezzo isolato più avanti, ma adesso era invisibile. Sapevo che c'era un deposito di legname dall'altro lato della strada, ma era svanito. Ebbi un tremito ed accesi una sigaretta, e battei i piedi per tenerli caldi. All'improvviso una figura mi si parò davanti. Credevo di conoscere la sua faccia, ma non ne fui sicuro fino a quando lui disse:
- che cosa fai qua?
Poteva essere solamente mio padre.
- Sono tornato a casa.
Il suo respiro veniva fuori come vapore.
-Sei gelato, - disse. - Dov'è il tuo cappotto?
- Ce l'hai addosso tu, - dissi io. Si sbottonò il pesante cappotto di montone, e se lo tolse.
- Mettilo, - disse, porgendomelo.
- E tu?
- Non ti preoccupare per me, mettilo.
Mi aiutò ad infilarmelo. Adesso lui stava in maniche di camicia, con i fiocchi di neve che lo colpivano.
- Andiamo, - disse. Ci allontanammo rapidamente. Il cappotto aveva il calore del suo corpo.
Era una parte integrante della mia vita, come una sedia vecchia, o una forchetta consumata, o lo scialle di mia madre, le cose della mia vita, le preziose cose senza valore che mi erano care."
[Sogni di Bunker Hill, John Fante - 1982]
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