Copio ed incollo... perchè io all'Italia Wave mi sono davvero divertita!

"Parliamo ancora una volta di Italia Wave. Visto tutto il male che ne è stato detto prima, durante e dopo, qualcuno potrà forse stupirsi del fatto che ci siano persone in città che hanno vissuto il festival, che l’hanno apprezzato e che vorrebbero che restasse qui, dov’è approdato in questa estate 2008.
Sembra strano perché in effetti, dei 15mila che hanno riempito lo stadio Armando Picchi nella notte di sabato e delle varie migliaia di giovani che hanno transitato per Livorno in una delle altre 3 giornate, sono pochi quelli che si sono fatti sentire. Probabilmente eravamo tutti troppo impegnati a goderci i bei momenti che il festival ci ha regalato! Adesso che è tutto finito ci prendiamo un momento per far sentire anche la nostra voce.
Italia Wave ha dato tanto alla città in 4 giorni: iniziative culturali interessanti e molto eterogenee, attività sportive, giri in battello, presentazioni di libri (tra cui quello di Marco Travaglio che ha fatto il tutto esaurito in Fortezza Vecchia con un pubblico attento e di tutte le età) concerti bellissimi e di qualità divisi su due palchi. Oltre allo stadio, poco s’è detto della realtà allestita alla rotonda d’Ardenza (ogni giorno 10-20) che ha creato momenti di grande interesse, con le migliori band emergenti italiane e non, e soprattutto con un clima sereno, disteso e divertente, di incontro e confronto, con pubblico ampio ed eterogeneo.
Lo stadio ha offerto comunque 4 serate di alto livello di cui si è detto poco a vantaggio, nelle prime tre serate del banale sciorinamento delle stime di pubblico (che di certo non esauriscono la cronaca di un evento) e nell’ultima di una futile descrizione degli interventi effettuati dall’Svs su qualche decina di ragazzi colti da malore (decisamente un’inezia di fronte ad un pubblico di oltre 15mila che ha assistito in modo pacifico ad un concerto di altissimo livello che resterà, per tutti i presenti, impresso nella memoria).
Certamente non tutto è stato perfetto… Non c’è piaciuta molto la gestione dell’elettrowave, perché un tetto di 1000 biglietti è veramente troppo poco per un aftershow e perché gli accessi non sono stati gestiti nel modo migliore. Non ci sono piaciuti nemmeno i biglietti, perché l’ingresso allo stadio, sommato ai 10 euro dell’elettowave e ai costi di bibite (1 birra 5 euro) e vivande rendevano il tutto decisamente costoso per le tasche di giovani, studenti, precari e famiglie.
Ma soprattutto non ci è piaciuta la campagna anti-festival, prima ancora che questo arrivasse a Livorno, non c’è piaciuta la città semi-militarizzata in attesa di chissà quali tossici, punkabbestia e pseudo-criminali e non ci sono piaciute alcune delle posizioni assunte dalla stampa locale.
Italia Wave è un festival di musica e cultura con oltre 20 anni di esperienza alle spalle ma che ha subito una grande trasformazione e deve ritrovare un suo equilibrio. Naturale che nella prima edizione in questa una nuova location non tutto sia filato perfettamente, anche visti i tempi brevissimi dell’organizzazione e dell’allestimento (l’ok ufficiale è stato dato ad aprile, con 6 mesi di ritardo sulla tabella di marcia ufficiale del festival). Da qui al 2009 ci dovranno essere aggiustamenti, assestamenti e miglioramenti a livello tecnico e organizzativo. Ma Italia Wave a Livorno ci è piaciuto, crediamo che ci siano le potenzialità per farlo crescere e migliorare. Per questo vogliamo, non solo che resti qui dov’è approdato, ma anche che sia accolto da tutti con più serenità e meno paranoie."
